I cani West Highland White Terrier dei Castelli in Aria
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I cani West Highland White Terrier dei Castelli in Aria I cani West Highland White Terrier dei Castelli in Aria
Al di là dell’apparenza estetica è soprattutto il carattere della razza che ci porta a scegliere come compagno un West Highland White Terrier. Non voglio mettere in secondo piano l’indubbio fascino esteriore di questo piccolo ma robusto cane da caccia, ho però avuto modo di vedere che è il suo carattere estroverso a far breccia nel cuore di chi lo avvicina.
Il West Highland White Terrier è stato selezionato come ausiliario per la caccia in tana.
Le prerogative principali di un cane con questa destinazione dovevano essere il coraggio e la determinazione non disgiunti da una costituzione fisica adatta.
Anni di selezione hanno prodotto un cane robusto, agile, molto attivo e dotato di ottimo olfatto.
Queste caratteristiche unite ad un’intelligenza polivalente ne fanno un eccellente compagno di vita.
In famiglia è allegro, giocherellone, affettuoso e attento all’umore di chi lo circonda.
Queste doti costituiscono il fascino di questa razza che in Italia non ha mai avuto impiego venatorio ma che svolge con grande successo la mansione di cane da compagnia.
In questo sito troverete tutte le informazioni che vi aiuteranno a conoscere meglio il West Highland White Terrier e a decidere se è adatto a voi e voi siete adatti a lui.
Nel caso necessitaste di ulteriori informazioni potete contattarmi liberamente.

QUESTA PAGINA È DEDICATA A TUTTI I NOSTRI CANI PASSATI. OGNUNO DI LORO È STATO "SPECIALE" OGNUNO DI LORO HA LASCIATO UNA TRACCIA NEL NOSTRO CUORE.

I miei cani ed io Le origini dell'allevamento "dei Castelli in Aria" datano al 1980, quando abbiamo trovato un Cane da Pastore Catalano, Tobias. L'interesse per questa razza di origini spagnole, completamente sconosciuta in Italia, ci ha portati ad importare dalla Spagna una femmina ed a dare vita alla prima cucciolata nata in Italia del quasi estinto Cane da Pastore Catalano. Il Pastore Catalano è un cane vivace, robusto, rustico di abitudini ma elegante nell'aspetto esteriore. Un nostro soggetto, Arturo dei Castelli in Aria, ha ottenuto i titoli di Campione Italiano, Internazionale e Mondiale. Il suo splendido carattere e la correttezza della sua morfologia hanno fatto sì che venisse richiesto come riproduttore anche da allevatori spagnoli.
Contemporaneamente ai Cani da Pastore Catalani vivevano con noi anche i nostri Cani di San Bernardo presenza silenziosa e ricca di saggezza. Ho allevato per 20 anni i Cani di San Bernardo ed amavo il loro carattere equilibrato e le loro capacità di comprendere l'uomo. Il solo lato negativo che vedevo in loro era la scarsa longevità. Con il passare degli anni sentivo la necessità di avere come compagni cani che restassero al mio fianco per più di 8 o 9 anni. La scelta doveva cadere su una razza di taglia medio-piccola. Volevo un cane allegro, affettuoso senza essere eccessivamente appiccicaticcio, dal carattere forte ma senza scadere nell'aggressività.
Ho letto molto, parlato con allevatori di molte razze e mi sono innamorata del Westie.

L'allevamento "dei Castelli in Aria" è un affisso riconosciuto dall'Ente Nazionale della Cinofilia Italiana e dalla Federazione Cinologica Internazionale.
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Nessuno dei profili su Fac(k)ebook a nome Elisa Borgini è mio.

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Il West Highland White Terrier per Principianti Per poter fornire le notizie sulla razza e sulla gestione familiare del cucciolo senza riempire di fotocopie gli acquirenti ho fatto stampare questo volumetto, reperibile anche presso le librerie online più diffuse.
Il libro è acquistabile presso:

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Aggiornato il 27/04/2017

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Aggiornato il 27/04/2017

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Inserito il 27/04/2017



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Inserito il 27/04/2017

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L’ALLEVATORE-PSICOLOGO
(ma come si permette???)

Inserito il 28/05/2017



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L’ALLEVATORE-PSICOLOGO (ma come si permette???)

Inserito il 27/04/2017

Recentemente ho “amichevolmente” litigato con un amico che mi ha accusata di alcuni comportamenti inaccettabili. Comportamenti che, per sua stessa ammissione, sono comuni anche a molti altri allevatori e non solo una mia “fisima” da allevatrice “hobbistico-amatoriale” come sono sempre stata.
I comportamenti inammissibili dei quali sono stata accusata sono:
- pretendere di “psicanalizzare” i clienti, alla ricerca di patologie mentali che possano influire in modo negativo sulla futura vita del cucciolo.
- pretendere di valutare se la famiglia destinataria del cucciolo sarà in grado di capirne le esigenze e fornirgli, oltre al cibo e all’acqua, anche le indispensabili cure correlate alla vita in famiglia.
E, più grave di tutti i comportamenti:
- pretendere di avere la libertà di rifiutare la vendita di un cucciolo nonostante il fatto che il compratore si sia presentato con un portafogli abbondantemente farcito di contante. (Della serie “io c’ho la grana e tu devi vendermi il prodotto!”)
Il concetto che è molto diverso vendere un chilo di bistecche comprate dal macellaio piuttosto che vendere un essere vivente che hai visto nascere a quanto pare non conta.
Quindi, la morale che ne risulta è che così come un panettiere non può rifiutarsi di vendere il pane a chiunque sia in grado di pagarlo anche un allevatore deve vendere i suoi cuccioli a chiunque ne voglia uno.
La sola “scappatoia” riconosciuta ai normali esercenti di commercio è quella che permette loro di non vendere alcolici se l’acquirente è già brillo.
Purtroppo un allevatore di cani non può avvalersi di questa scappatoia in quanto abitualmente non fornisce whisky ma solo Whisky (diffuso nome di cane).

Anche se stavo già sentendo che la mia pressione arteriosa era in decollo ho cercato di convincere l’amico che la “pretesa” di valutare la famiglia alla quale affiderò un cucciolo non è poi così campata in aria.
Purtroppo in anni di allevamento amatoriale mi sono sentita dire seriamente da possibili “clienti” cose che nemmeno Stephen King ha avuto il coraggio di scrivere in Shining.
Qualche esempio?
1. “in casa mentre io sono al lavoro tengo il cucciolo nel suo trasportino così non combina guai in giro”.
2. “per insegnare ai cuccioli a non fare la pipì in giro per casa basta non dargli da bere fino a quando è ora di portarli fuori”.
3. “è facile non far fare i bisognini dove non deve, basta strofinargli il muso nella cacca quando la fa in casa!”.
(vedi NOTA a piè pagina)
Quindi, secondo la teoria propostami dall’amico dovrei ignorare queste manifestazioni di pura follia e badare solo al fatto che in cambio del cucciolo otterrò dei soldi che basteranno ampiamente a tacitare qualsiasi assurdo scrupolo di coscienza io abbia nell’affidare un essere vivente a persone capaci di comportamenti da serial killer.

Confesso di aver sempre tentato di psicanalizzare i futuri clienti.
Confesso di aver fatto domande a trabocchetto per sondarne la preparazione in tema canino.
Confesso di aver cercato (e trovato) sui social (che odio profondamente), tracce di insanità mentale dei possibili acquirenti.
La sola cosa che non mi è venuta in mente, forse perché ero troppo inviperita, è stata la dicitura che appare sul Codice Etico degli allevatori Cinofili stampato dall’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana e che tutti gli allevatori detentori di un affisso di allevamento (il “cognome del cane”) sono obbligati a sottoscrivere. (Vedi testo integrale a questo link.)
Codice Etico Allevatori Cinofili

Cito testualmente:
Art. 22. Assicurarsi che l’acquirente si renda conto della responsabilità di detenere un cane e conscio delle caratteristiche morfologiche e comportamentali della razza.
A questo punto sono ufficialmente “sdoganati” tutti i miei comportamenti demenziali finalizzati ad assicurarmi di affidare uno dei miei cuccioli a persone in grado di trattarli come io, l’ENCI, l’etica del rapporto uomo-cane e, non ultima, la legge, pretendiamo.

NOTA 1. Un cane tenuto 8 ore nel trasportino è un atto di crudeltà inaccettabile, chi lo applica sarà punito quando aprirà il trasportino e un cucciolo coperto di escrementi gli balzerà in braccio.
( Purtroppo i cani spesso non sanno capire quando è il caso di sostituire gli slanci d’affetto con un morso ben dato).
2. Non lasciare l’acqua a disposizione di un cane provocherà la disidratazione del soggetto con conseguente morte o costosa cura da parte del pronto soccorso veterinario.
3. Per il cane il contatto con gli escrementi suoi o di altri animali è un atto privo di significato e niente affatto punitivo.

MALASANITA' CANINA

Inserita il 27/04/2017

Un caso emblematico:cronaca di una "quasi diagnosi" ottenuta a caro prezzo.

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Malasanità canina

Inserita il 27/04/2017

Lastra radiologica di mandibola colpita da CMO L'immagine della lastra radiologica che appare all'inizio dell'articolo è stata fornita da Westie Foundation of America
Ringrazio Kay McGuire medico veterinario e consigliere della Westie Foundation of America per avermi permesso la pubblicazione


Secondo i dati rilevati da Eurispes:
"nel 2016 a causa delle ristrettezze economiche, il 17,3% di chi ha un animale ha rinunciato alle cure mediche o agli interventi chirurgici costosi, il 15,4% ha ridotto la spesa per i medicinali e il 25% ha ridotto le visite veterinarie".
Non sappiamo quanti cani o altri animali che condividono il nostro quotidiano non abbiano potuto essere curati adeguatamente a causa delle ristrettezze in cui versa la famiglia che li ospita.
Questo problema è destinato ad aggravarsi soprattutto se nelle strutture veterinarie il desiderio di guadagno prevarrà su quello di guarire.
Non citerò il nome della struttura di cui scriverò, sappiate solo che, per mia fortuna, non ho mai avuto alcun contatto con quello staff veterinario.
Questo mio scritto non è solo una sterile lamentela o un’accusa generalizzata alla categoria dei veterinari, è la cronaca di una dimostrazione di incompetenza e di disonestà. Malgrado questo caso non riguardi un cucciolo allevato da me ho avuto modo di seguire la sua storia da vicino e fatico a scriverne con distacco e (forse) con la necessaria obiettività.

Questi i fatti: un cucciolo di West Highland White Terrier di 3 mesi presenta un forte dolore al muso ma assenza di altri sintomi. Difficile l’esame fisico in quanto alla palpazione il dolore è insopportabile per il piccolo. A questo punto il proprietario del cucciolo viene indirizzato dal veterinario curante ad un grosso centro veterinario superattrezzato. (1° errore!)
Qui viene trattato con antidolorifici e sedato per essere sottoposto a TAC e a lastra del cranio. (Notate l’ordine degli accertamenti proposti: PRIMA LA TAC con costo approssimativo di 500 euro, POI LA LASTRA DEL CRANIO costo approssimativo 50 euro.) Come semplice allevatrice, non laureata in medicina veterinaria, sono abituata ad essere forzatamente banale e pensare per prima cosa alla patologia più probabile in relazione alla razza, all’età e alle condizioni del cane. La prima opzione che mi è venuta in mente in questo caso è la CMO (Osteopatia Cranio Mandibolare) i cui sintomi si adattavano alla situazione. Questa patologia si diagnostica tramite una semplice lastra del cranio, la TAC NON SERVE!
Nel caso che ho citato sono state effettuate entrambe con diagnosi finale di “Sospetta CMO”. (In effetti alle prime manifestazioni di questa patologia è facile che l’osso mandibolare non risulti già fortemente ispessito quindi la deformazione può risultare poco evidente.).Il trattamento è sempre basato sull’assunzione di corticosteroidi e la reazione positiva al trattamento costituisce quasi una conferma della diagnosi di CMO. Alla fine quindi una “quasi diagnosi” l’abbiamo…..ma a che prezzo?
Ve lo dico subito: 1500 euro tra TAC, anestesia, pannello completo esami del sangue, degenza (???) e, finalmente, lastre. (la sola cosa utile).
Capisco che i professionisti che hanno investito danaro in attrezzature all’avanguardia debbano fare i conti con il bilancio. Ammortizzare macchinari costosi non è facile. Questo però non dovrebbe mai portare a prescrivere esami costosi INUTILMENTE!
In questi anni di crisi i cani abbandonati per motivi economici sono stati in costante aumento , non tutte le famiglie possono permettersi di affrontare parcelle di 1500 euro.
Esiste però anche una seconda possibilità che spiegherebbe la scelta di affidarsi alla TAC anziché alla semplice cara vecchia lastra RX: forse i veterinari non erano al corrente del fatto che i West Highland White Terrier sono soggetti alla CMO, che questa patologia insorge in età giovanile e che i sintomi sono dolorabilità della mandibola e delle bolle timpaniche, impossibilità o quasi di aprire la bocca, mangiare o abbaiare.
Credo che pochi veterinari conoscano a menadito tutte le patologie tipiche delle oltre 400 razze canine esistenti e questa realtà “smorzerebbe” un pochino la cattiva opinione che ho sullo staff che ha avuto in cura il cucciolo in questione, peccato che però lo staff non possa godere di questa attenuante. Infatti oltre alla lastra al cranio hanno anche effettuato una lastra alle zampe anteriori, altra possibile sede di modificazione ossea dovuta alla CMO.
Quindi sospettavano la CMO ma invece che diagnosticarla attraverso una semplice (ed economica) lastra RX hanno preferito la TAC.
A voi il giudizio sull’operato di questi professionisti.
Un appunto da “sciuramaria” : cercando su Google la frase “west highland white terrier cucciolo dolore alla mandibola” escono parecchi link che trattano questa patologia …… Non dico che prima di fare una diagnosi (o consigliare costosi esami) i veterinari dovrebbero consultare Google però tutto sommato…..potrebbe essere un’idea!

I CANI NON CAPISCONO IL LINGUAGGIO UMANO

Inserito il 27/04/2017

Articolo pubblicato dalla rivista mensile MENTE E CERVELLO sul quale non sono affatto daccordo (e non sono la sola!)

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I CANI NON CAPISCONO IL LINGUAGGIO UMANO

Inserito il 27/04/2017

Sul numero di Gennaio 2016 della rivista mensile MENTE E CERVELLO è apparso un articolo a firma Simone Gozzano docente di “Filosofia della mente e della scienza” presso l’Università dell’Aquila. In questo articolo l’autore mette in guardia dall’abitudine umana di antropomorfizzare i cani che abitualmente condividono la nostra vita.

Cito testualmente:
"e così dobbiamo imparare a distinguere tra le capacità del cane di capire se siamo di buono o di cattivo umore, che si basa sull'osservazione degli occhi, dalla loro abilità a comprendere le nostre parole, del tutto assente"

Le parole che ho sottolineato sembrano intendere che Simone Gozzano non crede alla possibilità del cane di comprendere il linguaggio umano. Molti istituti di ricerca quali ad esempio l’Università del Sussex, e l’Istituto di Antropologia Max Planck di Lipsia , sono di parere nettamente contrario. Esperimenti condotti su cani quali i Border Collie Rico e Chaser hanno evidenziato la capacità dei cani di comprendere correttamente un vocabolario che può arrivare alle 1000 parole. Significativamente si è scoperto che la comprensione del linguaggio stimola un meccanismo cerebrale simile nel cane e nell’uomo. Fonte scientificamente meno qualificata ma ugualmente attendibile per la vasta esperienza maturata è Graeme Sims, notissimo addestratore di cani da gregge. Ai cani da gregge vengono richieste operazioni complesse trasmesse dal pastore a voce o a mezzo di fischi. Sims si è trovato nella necessità di impartire istruzioni a 5/7 cani che dovevano compiere contemporaneamente azioni diverse e ha risolto il problema insegnando ad ogni cane ordini in una lingua diversa (inglese, gallese, francese, tedesco,italiano). Solo così infatti poteva essere certo che ogni cane rispondesse correttamente all’ordine impartitogli ignorando però gli ordini impartiti agli altri cani del gruppo. Ad ulteriore dimostrazione del fatto che un qualsiasi cane è in grado di comprendere un certo numero di vocaboli c’è l’esperienza di molti proprietari di cani addestrati all’obbedienza o semplicemente conviventi in una normale famiglia. Personalmente ho avuto cani che distinguevano i nomi dei loro giocattoli più usati (palla, porcospino, bastone) e i nomi delle persone di famiglia. Mi è spesso capitato di chiedere al cane “portami la palla” quando non potevo far trasparire indicazioni su dove fosse l’oggetto richiesto perché io stessa non lo sapevo. L’espressione degli occhi, data dall’autore dell’articolo come sola caratteristica canina che permette la “comprensione” dell’uomo era, nei casi da me osservati, assolutamente ininfluente. Il cane comprende stati d’animo (e anche stati di salute) umani usando doti quali l’olfatto e la lettura della postura della persona (non solo l’osservazione degli occhi). Alla luce di tutto questo mi dispiace leggere pareri tanto superficiali soprattutto quando non sono opinioni della “sciuraMaria” di turno, ma arrivano da persona che potrebbe essere ritenuta credibile. Non credo che leggerò ancora la rivista Mente e Cervello. Penso che la stampa specializzata, anche se diretta non agli “esperti “ ma solo a persone interessate all’argomento trattato, debba guardarsi dal dare spazio a pareri che si scontrano sia con l’evidenza di studi specialistici sia con l’esperienza degli operatori del settore.

CHE CAMPAGNA PUBBLICITARIA!!

Inserito il 27/04/2017

Una campagna pubblicitaria molto discutibile!

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Campagna pubblicitaria ANMVI

Inserito il 27/04/2017

pubblicità AMVI Questa pubblicità lanciata dall' ANMVI (Assoc. Nazionale medici veterinari italiani) ha scatenato in me rabbia e sconforto. E' chiaramente diretta ai proprietari di cani e gatti e lascia intendere che noi (proprietari di cani e gatti) abbiamo la possibilità di scegliere se usare per i nostri beniamini i farmaci umani oppure quelli veterinari. Questo non è vero! Non sono tanto stupida da pensare che l'ANMVI non sappia o non tenga conto del fatto che in Italia un veterinario è OBBLIGATO A PRESCRIVERE IL FARMACO AD USO VETERINARIO e può derogare solo se non esiste il farmaco veterinario ma solo quello ad uso umano! La "pena" per i veterinari che osano emettere prescrizioni di farmaci umani è una multa salata. La pubblicità dice testualmente: USERESTI PER TUO FIGLIO UN FARMACO REGISTRATO PER IL TUO CANE? La risposta può solo essere: NO! Anche se non tenessimo conto della possibilità che un farmaco canino non sia il meglio per nostro figlio la risposta negativa è dovuta anche al fatto che SPENDEREMMO DAL DOPPIO A 10 VOLTE DI PIU'! (e senza l'aiuto del S.S.N!) La locandina insiste sul tema declamando: PERCHE' ALLORA USARE UN FARMACO UMANO PER GLI ANIMALI? Qui la mia risposta potrebbe essere: VISTO CHE SONO FARMACI CHE SONO STATI ABBONDANTEMENTE SPERIMENTATI SU TOPI, CANI E SCIMMIE non vedo perché no! MI chiedo che cosa ci sia sotto questa campagna di "sensibilizzazione" dei proprietari. Hanno forse paura che avendo in casa del Cortisone (ad esempio), prescritto a noi umani dal nostro medico di famiglia, commettiamo il "reato" di somministrarlo al nostro cane invece che correre dal nostro veterinario e farci prescrivere correttamente il prodotto ad uso veterinario? Hanno forse paura che le "povere" case farmaceutiche che hanno speso per registrare un farmaco per l'uso animale corrano il rischio di vedersi diminuire i ricavi per colpa della nostra propensione a trattare i cani come figli? Non credo proprio che le "povere" case farmaceutiche rischino la bancarotta, per darvi un esempio di quanto sia lontana questa possibilità vi cito:

Diprivan anestetico (uso umano) 10mg/ml 50 flaconcini 26,65 €
Propovet anestetico (uso veterinario) 10mg/ml 5 flaconcini 26,50 € (costo 10 volte maggiore)
Tapazole (uso umano) 100 compresse da 5 mg circa 5 €
Felimazole (uso veterinario) per il gatto, circa 30 € (costo 6 volte maggiore)

Mi chiedo quali case farmaceutiche "riempiano" la ciotola dell'ANMVI….probabilmente tutte! All'inizio di questo mio sfogo ho scritto "non sono tanto stupida da...." e invece ero tanto stupida da pensare che un'associazione di categoria che ha come soci i professionisti che si occupano della salute dei nostri cani abbia una sorta di etica che rifugga dalla caccia al guadagno a tutti i costi. A mio parere questa pubblicità ha un (solo) lato positivo: è stata ben studiata! La rappresentazione di bambino/bambina con cane/gatto genera negli esseri umani la produzione di ossitocina, un ormone che provoca l'empatia e aumenta l'istinto materno alla vista di cuccioli teneri e indifesi siano essi umani o animali.
Ben venga quindi!

IL WESTIE E' ADATTO A NOI?

Inserita il 27/04/2017

Articolo pubblicato dalla rivista Pet Family in occasione dell'VIII Raduno del Social Network Westy.it

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Il Westie è adatto a noi?

Inserita il 27/04/2017

Articolo Pet Family In occasione del Raduno Annuale 2016 degli iscritti al social network Westy.it ho scritto un articolo per la rivista mensile Pet Family. Se vi interessa leggerlo potete aprire o salvare il pdf che trovate a questo link
ARTICOLO: WESTIE UN CANE ADATTO A NOI?
(Formato PDF)

LA SALUTE DEI WESTIE

Inserita il 12/10/2011

Articolo pubblicato dalla rivista Pet Family in occasione del III Raduno del Social Network Westy.it

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La salute dei Westie

Inserita il 27/04/2017

Articolo Pet Family 2011 In occasione del III Raduno Annuale 2011 degli iscritti al social network Westy.it ho scritto un articolo per la rivista mensile Pet Family. Se vi interessa leggerlo potete aprire o salvare il pdf che trovate a questo link
ARTICOLO: STATISTICA SULLA SALUTE DEI WESTIE
(Formato PDF)




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