IL WEST HIGHLAND WHITE TERRIER
LA PAGINA DI OSCAR GRAZIOLI

 

Ho voluto dedicare una pagina del mio sito ad Oscar Grazioli veterinario, specialista anestesiologo, scrittore e, non ultimo, collaboratore de "Il Giornale"

Alla sua attività come veterinario ha aggiunto con successo quella di scrittore e di giornalista.
Qui potete trovare i titoli dei suoi libri, e i collegamenti agli articoli scritti per "Il Giornale".
I LIBRI SCRITTI DA OSCAR GRAZIOLI
Vet Tricks ( i 100 trucchi dell'anestesista provetto )
BelVedere Editore
Quello che gli animali non dicono
Ed. Geo
Favole vere di animali speciali
Paco Editore

ALCUNI DEGLI ARTICOLI APPARSI SU "IL GIORNALE"

Oscar Grazioli ha ottenuto dal Ministro della Salute, Sacconi, la modifica del foglietto interno che mette tra le modalità di somministrazione del Tanax anche quella per iniezione intratoracica.
Il Tanax è un prodotto ad uso veterinario che consente l'eutanasia dei nostri animali, la somministrazione intratoracica però è dolorosissima e, per questo motivo, dovrebbe essere assolutamente bandita. Da anni i medici veterinari chiedevano questa modifica all'uso del prodotto senza che la loro richiesta venisse accolta, il fatto che sia stata finalmente recepita ci fa ben sperare per il futuro. Non basta infatti che chi ama gli animali si faccia carico di offrire loro affetto e cure, abbiamo tra le nostre mani oltre alla loro esistenza anche la possibilità di concluderla quando diventa per loro inaccettabile.
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=381002

a proposito della scena dell'uccisione del toro nel film Baaria di G. Tornatore Oscar Grazioli esprime il pensiero di molti (ed il mio)
http://www.ilgiornale.it/spettacoli/tornatore_sgozzare_tori_non_e_azione_oscar/01-10-2009/articolo-id=386995-page=0-comments=1


Altri articoli li trovate qui

 

Il sindaco di Trieste e i cani.......
O. Grazioli
maggio 2010

Sono sempre stato più che severo con i proprietari di cani che se ne vanno a passeggio per la città o peggio, nei campetti pubblici, e fanno finta di niente quando Fido si mette in posizione per deporre il suo "concime". Se il problema non fosse serio, come tutti i fatti di civiltà, ci sarebbe veramente di che ridere, vedendo la scena del proprietario che, accortosi delle intenzioni di Fido, si guarda fugacemente attorno e tira il guinzaglio fin quasi a strozzare il botolo riottoso, per nasconderlo dietro una siepe o una colonna. Mettetevi nella testa del cane per un attimo. Sta felicemente andando di corpo quando si sente trascinato a forza tra le urla di "Aspetta un attimo! No, non lì imbecille!". Ma non gli avevano insegnato che andava fatta fuori casa? Bisogna forse tornare al vecchio tappeto del salotto?
In questi casi i veri imbecilli sono i proprietari che si vergognano di portarsi dietro (e usare) una banale confezione contenente paletta e sacchetto, come si usa nelle nazioni civili. Questo comportamento arrogante e da menefreghisti non ha fatto altro che spargere benzina sulle giuste proteste di chi ha tutti i diritti di non vedere marciapiedi e androni di casa ridotti a letamai. Dalle giuste proteste è facile poi passare all'esagerazione, quale è l'idea balzana di sanzionare anche il proprietario di un cane che osa alzare la zampa sul pneumatico di un'auto e di una moto. Giusto il guinzaglio, giusta la museruola nei luoghi pubblici, sacrosanti sacchetto e paletta, ma adesso non è che possiamo portare a spasso il cane con il catetere urinario. Capisco che a qualcuno possa anche dar fastidio vedere un cane urinare sulle Pirelli nuove, ma garantisco che una pisciatine di cane non ne pregiudica la convergenza.
E qui sarà bene sfatare una delle tante leggende metropolitane che, pur non invalidando quanto sopra scritto, va per la maggiore, assieme a quella del Dobermann che diventa cattivo, da adulto, perché il cranio si accartoccia schiacciano il cervello (ho sempre sognato di potere autopsiare il cervello di chi l'ha inventata, ammesso di trovarlo). Mi riferisco al fatto che le deiezioni di cani e gatti costituiscano un pericolo per la salute pubblica, specialmente per i bambini. Ora, che la cacca di un cane non sia del tutto pulita è un fatto, ma che contenga chissà quali agenti in grado di infettare Carletto, qualora la pesti, è una balla colossale senza alcun fondamento. Gli stessi vermi intestinali che colpiscono cani e bambini con notevole frequenza sono specie specifici, ossia il cane ha i suoi e, a parte rarissimi casi, non sono trasmissibili all'uomo. Questo, sia chiaro, non deve essere una scusa per mancare di norme igieniche fondamentali nei confronti della collettività. Quanto all'urina normalmente è sterile ed evapora all'aria in pochissimi minuti.
Del tutto favorevole dunque a opportune sanzioni per chi "dimentica" abitualmente a casa paletta e sacchetto, ma sanzionare con 300 euro il padrone del cane che piscia sulla gomma del SUV parcheggiato sul marciapiede mi sembra molto più di un'esagerazione. E ometto di scrivere cosa per questione di decenza.

Basta ai camion della morte che portano i cuccioli dall'est.
O. Grazioli
(articolo che riproduco integralmente in quanto privo di collegamento all'archivio del quotidiano)

Forse è arrivato veramente il momento in cui, cuccioli di poche settimane d'età strappati alle mammelle della madre e al calore di fratelli e sorelle, cesseranno di morire nei ricoveri di cliniche veterinarie dove ai medici risulta impossibile contrastare un micidiale cocktail di parassiti, virus e batteri che si nasconde in quei corpicini nati a mille chilometri di distanza. Finalmente sarà assestato un colpo definitivo al turpe commercio dei cuccioli acquistati nell'Europa dell'Est (Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, ecc.) per una cantata e rivenduti a centinaia d'euro nei mercati del nostro paese o nei locali di venditori privi di scrupolo.
Ieri l'altro infatti, dal ministro degli Affari Esteri Franco Frattini e dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini, è arrivato un ulteriore segnale deciso contro i trafficanti e gli importatori clandestini di cuccioli d'animali domestici. Nel corso di una conferenza stampa alla Farnesina i due politici di governo, da sempre notoriamente sensibili al benessere e alla tutela degli animali, hanno annunciato le iniziative prese, nei loro campi di competenza, al fine di porre un freno al dilagare dell'importazione di cani da quelle parti d'Europa dove i contadini hanno da tempo smesso di coltivare la terra o produrre latte, per darsi al più remunerativo sfruttamento di cagne di razza, la cui prole è destinata ai mercati dell'ovest, quali appunto l'Italia, con tutti i rischi sanitari che questo comporta. Cuccioli staccati dalla madre a trenta giorni di età, da lustri varcano frontiere compiacenti di notte, su camion che li trasportano a centinaia verso i luoghi di raccolta, dove vengono avviati verso ovest. Riempiti di antibiotici e immunoglobuline contro le principali malattie infettive dei cuccioli, sono poi venduti a ignari acquirenti che si trovano, entro un paio di giorni, il cagnolino in casa gravemente malato. Talvolta i loro certificati di nascita e sanitari vengono falsificati da veterinari correi che attestano date fantasiose e vaccinazioni mai eseguite.
Il disegno di legge, approvato il 2 ottobre scorso, introduce un reato specifico di traffico clandestino d'animali che prevede la reclusione per chi se ne macchia, oltre a sanzioni amministrative, e la speranza di tutti è che tale disegno trovi una corsia preferenziale in modo da essere convertito in legge prima di Natale, come lo stesso Frattini ha auspicato. Il ministro degli esteri si è particolarmente prodigato, ponendo mano a uno strumento legislativo diretto e, per questo, ha raccolto l'applauso convinto delle associazioni animaliste, in particolare della LAV, che gli ha inviato ringraziamenti pubblici calorosi, per bocca del suo presidente Gianluca Felicetti.
Nel medesimo disegno di legge si rendono ancor più pesanti le pene per chi maltratta gli animali sottoponendoli a interventi di chirurgia vietati, se non in condizioni certificate dal medico veterinario, quali il taglio delle orecchie, della coda, l'asportazione di unghie e denti.
Il giro d'affari che ruota attorno all'importazione illegale di cuccioli dall'Est è stimato in circa 300 milioni di euro e l'aumento di valore dei cani acquistati in loco da importatori disonesti e privi di alcuno scrupolo è tale che essi mettono già in conto mortalità che sfiorano il 50% durante il viaggio dei "camion della morte". Sono soprattutto ShiTzu, Carlini, Terrier, Pinscher e Chihuahua, le razze più interessate da questa vergognosa tratta che ci auguriamo tutti abbia i giorni contati.

29-12-2009 - Il triste Natale dei senzatetto mensa vietata se hanno un cane
O. Grazioli
(articolo che riproduco integralmente in quanto privo di collegamento all'archivio del quotidiano)

Le festività, specie quelle prolungate come il periodo natalizio, non rappresentano un momento di gioia per tutti. Mentre il mondo intorno se la spassa (apparentemente) tra pranzi e cene, pacchi e pacchetti, luminarie e canti natalizi, chi rimane solo, o chi si sente solo nell'anima, vede aumentare la sua sensazione di melancolia (come la si chiamava un tempo). Molto spesso, per chi è solo, l'ancora di salvezza può essere un cane o un gatto. Senza riempirsi la bocca di termini inflazionati quali "pet therapy" o altro, la semplice vicinanza di chi non chiede che una carezza per trasmettere uno sconfinato amore, diventa decisiva, proprio in questi momenti in cui il mondo sorridente sembra incurante di te.
Lui si chiama Adriano, ha una quarantina d'anni. Alla nostra lettrice, che lo conosce da tempo, daremo un nome fittizio, ma significativo, Angela. Adriano è un homeless, un senzatetto con il quale Angela, ogni tanto si ferma a fare due chiacchiere e, quando può, ad allungargli qualcosa da mangiare per sé e per i suoi due cani, inseparabili amici senza dimora. Nella sua miseria e nella sua condizione, Adriano che non ha mai fatto male a una mosca, non è un disperato e non si gloria di essere quel che è: ha accettato che la sua vita prendesse quella svolta, senza imprecare contro il destino, il governo o la società. Forse un giorno tenterà di cambiarne il percorso, ma, per il momento, accetta la sua condizione con serenità.
Un giorno Angela lo vede particolarmente cupo e gli chiede cosa sia successo. Adriano, come tanti nelle sue condizioni, si reca presso la mensa di una chiesa, dove i frati francescani, dispensano vettovaglie a chi è in difficoltà. Si tratta della chiesa di Viale Piave gestita dai fedeli a S. Francesco. Fatto sta che Adriano può entrare, ma i suoi amici quattrozampe no. E' obbligato dunque a consumare il suo pasto, e quanto racimolato per i cani, fuori sotto l'acqua, la neve o al gelo. Angela abita vicino alla chiesa e, una domenica mattina prima di andare a messa, si ferma a parlare con il frate guardiano, chiedendogli perché non sia possibile far entrare i cani per pochi minuti. Un po'scorbutico il frate le risponde che esistono misure igieniche insormontabili. In quel momento entra un extracomunitario che sputa più volte sui tavoli e se ne va. Angela guarda il frate: "Qui capita di tutto." risponde il guardiano" Un tempo davamo anche qualche soldo e probabilmente quello se l'è presa perché non ne diamo più". Nel frattempo si mette a sedere una persona con una gamba dalla quale cola copioso materiale purulento. "Capisco cosa vorrebbe dire" interloquisce il frate" ma quella è una persona, non è un cane". Che detto da chi onora S. Francesco stona un tantino.
Senza voler stravolgerle norme igieniche imposte dall'USL, qualcosa di semplice però si porrebbe fare, per questi senzatetto, perché possano mangiare riparati, assieme alle creature che li tengono in vita. Una tettoia, una sorta di gazebo, un luogo riparato, lontano dalla mensa, dove i tanti Adriano e i tanti loro animali possano dividersi un pezzo di pane senza i morsi del gelo, chè bastano quelli della fame. Vogliamo fargli questo regalino per l'anno nuovo?

IL SITO DI OSCAR GRAZIOLI

IL SITO DI ASSOVET

 

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